GLI APPUNTAMENTI DELLA PASQUA CON LA MUSICA SACRA COLTA E POPOLARE dal 31 Marzo 2010 al 05 Aprile 2010 alla Chiesa di S. Giorgio di Salerno

Mercoledì 31 marzo, alle ore 20.30, presso la Chiesa barocca di S. Giorgio, in via Duomo a Salerno, prenderà il via "Resurrectione", la II Rassegna musicale "S. Giorgio chiesa delle arti". Nel primo appuntamento l'associazione Estro Armonico, guidata da Silvana Noschese, proporrà "I Responsori dell'Ufficio della Settimana Santa". Si tratta di una ricostruzione dello svolgimento liturgico del Mattutino del Giovedì e del Venerdì Santo nell'intonazione di compositori polifonici antichi e contemporanei. Un appuntamento da non perdere, ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. La serata vedrà la partecipazione straordinaria di Marino Cogliani, che da tempo conduce una personale ricerca sulle melodie sacre.
Promossa dall'Archidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, dalla Rettoria di S. Giorgio Martire e dall'Editoriale Agire, la rassegna, punterà i riflettori sulla musica colta e popolare, sulle tradizioni sonore legate all'evento cristiano per eccellenza. Con questo progetto, che si avvale della direzione artistica di Maurizio Cogliani, la Chiesa barocca di Salerno, retta da mons. Comincio Lanzara, prosegue così la valorizzazione sia dell'antico luogo sacro sia della tradizione ad esso legata di "chiesa delle arti", deputata ad ospitare eventi e percorsi artistici di straordinaria bellezza. La cooperativa Editoriale Agire, presieduta da Vincenzo Pappalardo, cha ha già promosso diversi eventi culturali continua così coerentemente, in sinergia con la testata cartacea diretta da padre Claudio, il progetto di ampliamento dell'offerta e di apertura al territorio della testata cattolica. Ne "I Responsori nell'Ufficio della Settimana Santa" ì testi, legati alla passione di Cristo e al rito delle tenebre come morte e della luce come resurrezione, sono quelli originali degli antichi responsori. Il concerto si apre con la sequenza di Vipone di Borgogna "Victimae Pascali Laudes" che si canta ancora oggi per la Pasqua e termina con la Sequentia Pascalis di un compositore contemporaneo.Tra l'Alleluia gregoriano iniziale e il brano finale si inseriscono i brani che commentano i momenti più drammatici della vita di Cristo: il dolore, la morte, la pietà, la resurrezione. I brani musicali sono di autori estremamente rappresentativi della polifonia antica e contemporanea. Ingegneri, Victoria, Di Lasso, Lotti Scarlatti , gli autori antichi; Kodaly, Ghedini, Poulenc e altri compositori viventi, gli autori contemporanei.
Presenterà Nunzia Schiavone. La rassegna è organizzata con il Comune di Salerno, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, la Banca di Salerno, Best Board, il nuovo canale tematico di Telediocesi Salerno "Telediocesi Culture", Progress Television Service ed il fotografo Enzo Figliolia. L'intero programma è consultabile sui due nuovi canali informativi del network cattolico della Chiesa salernitana: www.telediocesi.it e www.editorialeagire.it
LA TRADIZIONE STORICA DEI RESPONSORI.
DAI TEMPI DEL CONCILIO DI TRENTO
Nella liturgia della Chiesa di Roma i responsori si cantano durante l'officium Hebdomadae Sanctae ovvero durante il Mattutino del giovedì santo Venerdì e sabato santo. Il testo liturgico è quello proposto dal Concilio di Trento. Di carattere a volte omofonico, altre polifonico con alternanze di parti affidate ai soli, i testi liturgici dei Responsori evocano gli ultimi drammatici momenti della passione e morte di Gesù. Vennero composti quasi sicuramente nei primi secoli della cristianità e formarono in seguito il nucleo di preghiere del cosiddetto "triduum sacrum" ovvero del giovedì e del venerdì santo. All'inizio del rito l'unica luce che illuminava la chiesa proveniva da un candeliere triangolare detto "saetta", su cui ardevano quindici candele(raffiguranti gli undici apostoli fedeli, le tre Marie e quella al vertice, il Cristo) e da sei ceri sull'altare.
Dopo il canto veniva spenta una candela, e così tutte (dopo 14 salmi) ad eccezione di quella posta più in alto. Al termine si prendeva l'unica candela rimasta accesa e la si celava dietro all'altare.
Si rimaneva cosi' immersi " in tenebris" per simboleggiare le tenebre che ricoprivano la terra alla crocifissione del Cristo e Nel momento della sua sepoltura.
Dopo l'orazione finale i fedeli facevano un po' di rumore e strepito per rappresentare le convulsioni della natura alla morte di Gesù: cessato il fragore, si prendeva nuovamente -segno di resurrezione-la candela accesa dietro l'altare, la si riponeva sul candelabro e la si spegneva.
In questa fase di raccoglimento veniva recitato il Pater Noster e intonato il Miserere.
Dopo una breve orazione, il cerimoniale prevedeva "fragore et strepitus aliquantulum: la candela accesa, simbolo della luce di Cristo, solo per breve tempo offuscata dalla morte eterna, veniva nuovamente riposta sul candelabro dinanzi dall'altare. Con questo atto si poneva termine al rito.
Fonte: http://www.eventiesagre.it
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