Il Vento del Cinema, isola di Procida (Napoli), 24-28 settembre 2009
Il Festival rientra tra gli eventi che compongono “il Viaggio nella tradizione” dell’Assessorato regionale al Turismo con finanziamento della comunità europea. :. l’incompiuto cinema
Il Vento del Cinema diretto da Enrico Ghezzi torna a Procida
per la sua 7a edizione nelle date canoniche di fine estate.
Dal 24 al 28 settembre 2009 si svolgeranno infatti le proiezioni, gli incontri e le jam session di cinema e filosofia alla presenza di molti ospiti. La manifestazione è organizzata, come di consueto, in stretta collaborazione con Fuori Orario – Rai Tre.
Quest’anno prosegue l’esplorazione de l’incompiuto cinema,
il tema al centro della passata edizione straordinaria di dicembre, nel corso della quale sono intervenuti, tra gli altri, i cineasti Amir Naderi, Artur Aristakisyan e Jacques Grandclaude.
Per l’edizione 2009 hanno già confermato la loro presenza i cineasti Raoul Ruiz, Valeria Sarmiento e Aurélia Georges; anche il grande regista spagnolo Victor Erice sarà a Procida partecipando alle jam session e presentando molte sue opere.
Tutte le proiezioni e gli incontri si svolgono nelle sale del Cinema Procida Hall (Via Roma, 4, Marina Grande)
e sono ad ingresso gratuito.
Parteciperanno tra gli altri:
Yervant Gianikian, Luigi Di Gianni, Víctor Erice, Aurélia Georges, Silvia Maglioni, Alberto Morais, Angela Ricci Lucchi, Raúl Ruiz, Graziano Staino, Graeme Thomson, Valeria Sarmiento. Giorgio Agamben, Adriano Aprà, Gennaro Carillo, Umberto Curi, Massimo Donà, Antonio Gnoli, Marino Niola, Bruno Roberti, Alessandro Piperno
PROGRAMMA dal 24 al 28 settembre 2009 www.ilventodelcinema.it
Giovedì 24 settembre
18.00
pilatus und andere - ein film für karfreitag
di Andrzej Wajda
(Pilato e gli altri, Repubblica Federale Tedesca, 1972, 90’, col.)
Tratto liberamente da Il maestro e margherita di Bulgakov, di cui riprende solo gli elementi relativi alla vicenda di Gesù e Pilato in Galilea, ambientandola però ai giorni nostri. L’attualizzazione della vicenda è complicata dallo stile recitativo “straniato”, alla Brecht.
20.30
l’homme qui marche
di Aurélia Georges
(Francia, 2007, 83’, col.)
Mentre è al ristorante con la moglie, il fotografo Daniel nota un personaggio seduto in un angolo, solitario, emaciato, che scopre poi essere il principe decaduto e scrittore Viktor Atemian. Ne rimane affascinato e i due diventano amici. Gli anni passano, Atemian continua a scrivere e a isolarsi sempre più. L’unica a potersi avvicinare a lui è Edwige, una ragazza. Alla fine il protagonista muore di fame di fronte a Les Deux Magots, il celebre caffè parigino. Il film, una sorprendente opera prima, è un’amara rappresentazione dei cambiamenti nella Parigi dagli anni ’70 al 2000, e dello svanire dei sogni e delle utopie di quegli anni.
presentato dalla regista
22.30
gornyj patrul
di Artavadz Pelešan
(La pattuglia della montagna, Urss, 1964, 11’, b/n)
Una riscoperta. Il saggio di diploma del Vgik (Scuola Nazionale del Cinema di Mosca) del grande autore di origini armene che ha rivoluzionato la storia del cinema e del montaggio con i suoi pochi e straordinari cortometraggi. Le vicende di un gruppo di lavoratori addetti alle ferrovie che lottano contro le avversità della natura, impedendo le frane e le loro conseguenze.
A SEGUIRE…
la maison nucingen
di Raúl Ruiz
(Romania-Francia-Cile, 2008, 94’, col.)
Horror surreale ambientato in Cile: William James vive a Parigi con la moglie, ma si trasferisce in terra cilena ai piedi della cordigliera andina, per visitare una proprietà vinta al gioco d’azzardo e per conoscerne gli inquilini. Ma le persone che James incontrerà non sono tutte vive: gli occupanti della villa hanno loro regole, anche linguistiche, e sono vampiri, fantasmi, morti viventi.
Una storia di vampiri, memoria e conflitto territoriale: La Maison Nuncingen propone un mix di humour nero, atmosfere surreali e delirante bellezza. Il paesaggio cileno, inoltre, in parte tropicale e in parte alpino, crea un effetto disorientante.
presentato dal regista
Venerdì 25 settembre
9.00
la maison nucingen
di Raúl Ruiz
(Romania-Francia-Cile, 2008, 94’, col.)
Replica
11.00
phantom
di F.W. Murnau
(Germania, 1922, 131’, b/n)
Il gentile impiegato Lorenz Lubota viene investito dalla carrozza di una donna ricca e bellissima. Da quel momento se ne invaghisce, ne diventa ossessionato e inizia una deriva personale che lo trascina verso la follia e il crimine.
Questo ritrovato film di Murnau, di poco successivo al suo capolavoro Nosferatu, è un affascinante studio psicologico di straordinaria potenza visiva. Per decenni considerato un lavoro minore, si rivela un’opera di sorprendente poetica, con un’introspezione psicologica fuori dal comune.
13.45
the seventh victim
di Mark Robson
(Usa, 1943, 71’, b/n)
Mary, una ragazza di provincia, scopre che la sorella non ha mai pagato la retta scolastica che le permette di studiare in un college. Decisa a scoprire dove sia, abbandona la scuola e si trasferisce a New York, dove riesce a trovare l’appartamento della sorella Jacqueline: è completamente vuoto, fatta eccezione per una sedia e un cappio appeso al soffitto.
È uno dei classici horror prodotti negli anni ’40 da Val Lewton per la Rko. Uno dei più indicativi di una via assolutamente realista al fantastico, che ispirerà per molti versi film come Rosemary’s Baby (ma anche la scena della doccia di Psycho).
proposto da Raúl Ruiz sul tema l’incompiuto cinema
15.00
agathopedia
di Raúl Ruiz
(Italia, 2008, 52’, col.)
Ispirato allo spirito d’avanguardia del gruppo belga presurrealista e protodadaista degli “Agatopedisti”. È costruito per frammenti mettendo in relazione vari materiali e varie suggestioni: elementi del folclore latinoamericano cileno, archetipi leggendari ed elementi mitico-antropologici legati anche al territorio calabrese e al suo sostrato bizantino o al suo patrimonio artistico-religioso, elementi profetici, religiosi e teologici con particolare riferimento a Pavel Florenskij.
Realizzato con i partecipanti al corso speciale di regia del Dams dell’Università di Cosenza tenutosi nel maggio 2008.
16.00
jam session con i cineasti Raúl Ruiz , Valeria Sarmiento e Aurélia Georges
Nel corso degli incontri le rushes originali del film incompiuto Otello di Carmelo Bene e “fuori fuoco” Gardenia blu (1953) di Fritz Lang
20.30
secretos
di Valeria Sarmiento
(Cile, 2008, 85’, col.)
Dopo lunghi anni di esilio un ex militante di sinistra torna in Cile per saldare i conti con la propria coscienza riguardo la morte di un ex compagno. Ma trova un Paese completamente cambiato, lontano dalle vecchie ideologie. Tutti – compresi i vecchi compagni – hanno cambiato pelle: i segreti del titolo sono furti, omicidi, tradimenti, ma anche faccende senza alcuna importanza. Dalla sceneggiatura di Raúl Ruiz, un film originale in cui il serio convive con il comico e il surreale.
presentato dalla regista
22.30
días de campo
di Raúl Ruiz
(Cile-Francia, 2004, 89’, col.)
In un bar di Santiago due uomini anziani conversano, parlando di se stessi come se fossero ormai morti. L’atmosfera è strana. Siamo nel regno dei morti? Forse, piuttosto, in un mondo della memoria. Don Federico, che forse sta scrivendo un romanzo, rievoca il passato, quando viveva in campagna. Ricco e ospitale, era circondato di amici e amato dai domestici, specialmente da Paulita, che vive ancora nella tenuta. La donna ha un figlio trasferitosi al Nord che le scrive chiedendole di raggiungerlo, ma lei esita. Un medico le diagnostica una malattia terminale, don Federico non le dà la notizia, ma si offre di portarla dal figlio... Siamo nel mondo dei sogni? E chi sta sognando chi? Don Federico continua a scrivere il romanzo? E chi è il vagabondo che è stato fucilato per aver ucciso un uomo che aveva ucciso il suo cane?
presentato dal regista
00.15
the scarlet claw
di Roy William Neill
(Usa, 1944, 74’, b/n)
Sherlock Holmes e Watson sono in Canada a una conferenza sull’occulto, quando Lord Penrose riceve un messaggio che lo informa dell’uccisione della moglie, Lady Penrose, avvenuta nel piccolo paese di La Morte Rouge. Holmes sta per tornare in Inghilterra, ma riceve un telegramma di Lady Penrose, scritto prima della morte, in cui la donna chiede aiuto perché teme per la propria vita.
L’ottavo film di Sherlock Holmes della serie Rathbone/Bruce è tratto da una storia inedita, ma prende a prestito da Il mastino dei Baskerville l’idea di un entità soprannaturale che copre i crimini dell’assassino.
Sabato 26 settembre
9.30
the scarlet claw
di Roy William Neill
(Usa, 1944, 74’, b/n)
replica
11.00
un lugar en el cine
di Alberto Morais
(Spagna, 2007, 107’, b/n e col.)
Theo Angelopoulos parte da Atene e arriva all’idroscalo di Ostia, spinto da riflessioni sulla settima arte e su Pasolini; lontano da lì, il regista spagnolo Víctor Erice inquadra l’influenza del neorealismo sulla produzione pasoliniana. Dall’Italia invece, Ninetto Davoli, Tonino Guerra e Nico Naldini riecheggiano parole, aneddoti, poesie e canzoni dell’artista friulano.
presentato dal regista
14.15
el sur
di Víctor Erice
(Spagna-Francia, 1983, 95’, col.)
La Gaviota (“Il Gabbiano”) è una casa nei sobborghi di una città al nord della Spagna. Ci abitano Agustín, medico e rabdomante, sua moglie Julia, ed Estrella, la figlia di entrambi. Estrella inizia il percorso che la porta all’adolescenza con il sospetto che ci sia qualcosa di nascosto nella vita del padre, un’altra donna. A mano a mano che la ragazza viene a conoscenza dei segreti, la vita in casa inizia a cambiare. Ambientato nel dopoguerra, il film narra la storia di una giovane in cerca la propria identità attraverso la figura del padre, che vive una vita isolata. Una delle opere spagnole più importanti degli anni ’80, è considerata dal regista un’opera incompiuta.
16.00
Jam session con i cineasti Víctor Erice e Alberto Morais.
Nel corso degli incontri l’intervento di Marino Niola Il teatro dei re e la videointervista di Víctor Erice sull’incompiutezza di El Sur, trasmessa in occasione della messa in onda televisiva del lungometraggio nel 2003 (Tve).
A SEGUIRE…
alumbramiento
di Víctor Erice
(Spagna, 2002, 11’, b/n)
Nascita, amore, lavoro, gioco, morte si intrecciano intorno alla nascita di un bambino in un villaggio di contadini nelle Asturie. In un movimento contemporaneamente insulare e epsansivo, un omaggio alla ciclicità del tempo e della vita. (Episodio del film collettivo Ten Minutes Older).
A SEGUIRE…
la morte rouge (soliloquio)
di Víctor Erice
(Spagna, 2006, 32’, b/n e col.)
Creato per un’installazione al CCCB (Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona) in cui veniva mostrata l’opera di Erice accanto ai lavori di Kiarostami. Il regista ripercorre le prime esperienze da spettatore, quando fu portato dalla sorella maggiore in un “palazzo” del cinema, il Gran Kursaal, nel 1946, a vedere il film The Scarlet Claw. I racconti di Erice sugli inizi della sua avventura con il cinema diventa allo stesso tempo un lavoro autobiografico e un’esplorazione sul cinema del passato e gli effetti del fascismo, così come una riflessione metafisica su ciò che resta nella memoria.
19.00
apuntes 1990-2003
di Víctor Erice
(Spagna, 2003, 28’, col.)
Nell’estate del 1990 Víctor Erice ha accompagnato Antonio López durante alcune delle sue ore di lavoro dedicate alla pittura di paesaggi urbani. In quelle occasioni ha registrato su video le immagini e i suoni di questi appunti. Cercava di familiarizzare il più possibile con il lavoro del pittore e si avvicinava alla storia che la realizzazione dei quadri poteva evocare in El sol del membrillo, le cui riprese iniziarono il 29 settembre 1990. Questi “appunti” sono stati completati nel gennaio 2003, partendo dalle immagini registrate nell’estate del 1990. Antonio López ha dato di nuovo voce alle sue personali testimonianze.
20.30
Proiezione sulla nave
(La nave partirà dall’imbarco di Marina Grande. In caso di maltempo la proiezione si svolgerà al Cinema Procida Hall)
el espíritu de la colmena
di Víctor Erice
(Spagna, 1973, 97’, col.)
Un paese sperduto nella pianura spagnola nel 1940. Arriva la camionetta del cinema e viene proiettato il film Il Dottor Frankenstein. Due bambine, Isabel e Ana, seguono attentamente la proiezione. Mentre per Isabel il film rappresenta un gioco della fantasia, per Ana è una vitale realtà: arriva addirittura a innamorarsi del mostro. Da quel momento Ana inizia un percorso semifantastico alla ricerca di qualcosa di impalpabile e alla fine scompare.
Il film si sofferma sull’incapacità dei bambini di comprendere la differenza tra il reale e il fantastico. Il titolo, preso da un famoso libro di Maurice Maeterlinck, ricorda lo spirito, poderoso, enigmatico e paradossale, alle quale le api obbediscono istintivamente e che sta alla base della vita nell’alveare.
presentato dal regista
23.00
FILM A SORPRESA
Domenica 27 settembre
10.00
Agathopedia
di Raúl Ruiz
(Italia, 2008, 52’, col.) replica
11.00
Facs of life
di Silvia Maglioni e Graeme Thomson
(Francia, 2009, 115’, b/n e col.)
Il film percorre le traiettorie del pensiero di Gilles Deleuze in relazione allo spirito sperimentale di Paris 8-Vincennes e alle condizioni biopolitiche del presente. Il film genera lignes d’erre, territori esistenziali e rizomi che si piegano e ripiegano gli uni sugli altri in chiave minore a partire da una serie di incontri: con le rushes girate da Marielle Burkhalter durante gli anni ’70, con alcuni studenti che compaiono nel video, con il bosco di Vincennes dove c’era l’università (rasa al suolo nel 1980), con la nuova Paris 8 a St-Denis e, inevitabilemente, con i fantasmi della rivoluzione, cinematografici e politici.
presentato dai registi
13.30
L’enfer D’henri-Georges Clouzot
di Georges Bromberg e Ruxandra Medrea
(Francia, 2009, 102’, b/n e col.)
Nel 1964 Henri-Georges Clouzot, come interpreti del suo film L’Enfer, scelse Romy Schneider, che a ventisei anni era all’apice del suo fulgore, e il magnetico quarantaduenne Serge Reggiani. La produzione aveva un budget grandioso, il progetto era originale e le prospettive erano le migliori. Ciò nonostante, dopo tre settimane le riprese furono interrotte e il girato, che era stato definito “incredibile”, non fu mai mostrato a nessuno. Il recupero di queste immagini, dopo quasi cinquant’anni di oblio, ci racconta una storia di gelosia e follia vista nella soggettiva che ha permesso al regista di dare libero sfogo al suo talento. Il film mostra L’Enfer così come è stato girato e racconta la storia di questo naufragio magnifico.
15.30
La Tana
di Luigi Di Gianni
(Italia, 1967, b/n, 30’)
Un uomo vive rintanato in una vecchia casa ereditata dagli avi, cercandovi rifugio dalle minacce del mondo esterno. Tra veglia e sogno, assiste impotente alla propria disgregazione.
presentato dal regista
16.00
jam session con i cineasti Silvia Maglioni, Graeme Thomson, Graziano Staino, Luigi Di Gianni, Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi. Nel corso degli incontri gli interventi di Antonio Gnoli La dissolvenza come incompiuto, di Gennaro Carillo Reliqua desiderantur/lasciare a desiderare. Saranno proiettate alcune parti delle rushes originali del film incompiuto L’Enfer di Henri-Georges Clouzot.
A SEGUIRE…
Ti Regalerò Il Mio Ultimo Respiro (Viaggio In Armenia)
di Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi
(Italia, 2009, col.) Film incompiuto, lungometraggio.
Un film come gli intarsi di un tappeto, dove gli elementi del “viaggio in Armenia” e altri accadimenti registrati, come in un diario sono il progetto stesso. I monologhi, i deliri, i ricordi di Walter Chiari negli anni 1987-1988-1989 e oltre. Dopo 21 anni il “cerchio di gesso del Caucaso” si rompe. Da esso balza fuori con un salto atletico la figura dell’attore Walter Chiari. Sconosciute, inedite intatte immagini finora trattenute, si ricompongono in un suo ultimo film. Come in un manoscritto di memorie ritrovato in una bottiglia che riappare dopo 21 anni. Da un frammento del 1989, 5 ottobre, notte. Un proclama dell’attore per il suo pubblico, con voce roca. presentato dai registi
19.00
Water Shed
di Graziano Staino
(Italia, 2009, b/n, 12')
Macchie oscure che emergono da bagliori opachi. Attraversamento infinito di fantasmi d’acqua che si disfano nel controluce di un cinema miniaturistico. L’occhio sospeso in ciò che resta di una visione. Invenzione cieca.
presentato dal regista
21.15
El Sol Del Membrillo
di Víctor Erice
(Spagna, 1992, 134’, col.)
È la storia di un pittore che cerca di portare sulla tela un albero di mele cotogne nel periodo di piena maturazione. Tale opera si rivelerà un’impresa impossibile, a causa dello stile preciso dell’artista e del suo tentativo di “fermare la natura”.
Premio della giuria a Cannes, il film esplora il processo creativo dell’artista attraverso la contemplazione del pittore Antonio López mentre dipinge l’albero. Un’opera di classe magistrale a tempo rallentato che mette in relazione la pittura e il cinema in modo diretto e privo di qualsiasi tentativo di affabulazione.
presentato dal regista
00.00
Mulberry St.
di Abel Ferrara
(Usa, 2009, 88’, col.)
Nato nel Bronx e cresciuto in upstate New York, Abel Ferrara ha iniziato la sua carriera professionale di regista nel 1975 in Mulberry St., il cuore di Little Italy a Manhattan. In questa straordinaria nuova opera (in anteprima mondiale) troviamo una galleria di personaggi unici che ruotano intorno alle attività della strada proprio nel periodo in cui viene liberata dal traffico delle vetture per ospitare la tradizionale festa di San Gennaro. Un ritratto indimenticabile, dai toni accesi e provocatori, che diventa una riflessione sul cinema e un autoritratto di grande vitalità.
Lunedì 28 settembre
repliche, protesi, mutazioni e altre incompiutezze (il programma sarà reso noto in loco)
17.30
jam session
Nel corso degli incontri l’intervento di Alessandro Piperno Prefazione e rinvio.
A SEGUIRE…
Mulberry St.
di Abel Ferrara
(Usa, 2009, 88’, col.)
replica
21.00
Il Tempo dell’inizio
di Luigi Di Gianni
(Italia, 1974, 127’, b/n)
David Lamda è stato internato in un manicomio per irrecuperabile asocialità; identica è la diagnosi dei medici, ma solo il Direttore non ci crede, poiché è convinto che ogni essere è plagiabile: si tratta solo di tempo e di strumenti adeguati. Il protagonista evade con la fantasia e vive nella decrepita roccaforte del Potere ove, perseguitato e disprezzato in ogni modo, assiste al classico gioco del meccanismo sociale: un vecchio sembra dominare ed è chiamato Capo; accanto a lui manovrano tutto un Vice satanico e una Donna; poco al di sotto, poco alla volta, emergono gli Arrivisti; in basso sta la plebaglia, corrotta, servile, materialista. Appare un profeta, ma il suo messaggio di speranza si dimostra ben presto tragico inganno. Risvegliatosi in manicomio, David assiste perplesso alla sfilata di macchine belliche.
presentato dal regista
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Tutte le proiezioni e gli incontri sono ad ingresso gratuito.
Per agevolazioni di soggiorno e informazioni logistiche:
081 896 0965 (Etp Procida) - ventodelcinema@gmail.com - info line: 334 1824704
informazioni e fonte: http://www.ilventodelcinema.it/
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